RASSEGNA STAMPA A.N.C.O.T

Rassegna stampa FISCALE
di Venerdì 5 Giugno 2020
La nuova Rassegna Stampa: più facile, più intuitiva…
Imprese, prestiti meno cari Il nodo dei tempi del credito
Corriere della Sera pag: 3 – Andrea Ducci
Per far fronte alle conseguenze dell’emergenza da Coronavirus le imprese hanno bisogno di liquidità. Ne è consapevole il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che con il decreto Liquidità ha introdotto alcuni strumenti per supportate la ripresa. Parliamo, ad esempio, dei prestiti fino a 30 mila euro con totale garanzia statale o dei prestiti fino a 800mila euro, con garanzia pubblica fino all’80% e quella di Confidi per arrivare al 100%, con restituzioni in 30 anni. Il calo dello spread è utile perché rende meno onerosi i finanziamenti, ma il sistema bancario è chiamato ad uno sforzo ulteriore per evitare che i tempi e le modalità di erogazione del credito si trasformino in un collo di bottiglia.

Dl Rilancio, l’inutile diluvio di 10 mila emendamenti
Corriere della Sera pag: 5 – Enrico Marro
Un diluvio di emendamenti, ieri, ha sommerso il decreto Rilancio in commissione alla Camera. I funzionari li stanno ancora contando; dovrebbero essere circa diecimila, un record. La notizia non è confortante: neppure il Covid-19 è riuscito ad evitare la consuetudine dell’attacco alla diligenza. Tutti hanno giustamente criticato il governo per aver partorito decreti di centinaia e centinaia di articoli che richiedono centinaia e centinaia di regolamenti e circolari applicative. E anche il Parlamento non si sottrae aggiungendoci un carico. Già sapendo che per la gran parte sono vani, o perché estranei alla materia del decreto o perché non hanno la copertura necessaria. Alla fine saranno poche le modifiche che otterranno il via libera della Ragioneria dello Stato e, probabilmente, l’Esecutivo ricorrerà al voto di fiducia.

Sud, alle Pmi tasse dimezzate con l’incognita Ue
Il Sole 24 Ore pag: 6 – Carmine Fotina
Confidando sulla temporanea apertura di Bruxelles sulla fiscalità di vantaggio a carattere regionale il Governo lavora ad un progetto che punta ad un dimezzamento delle imposte per le Pmi meridionali fino al termine del 2020, con possibilità di proseguire nel 2021. Abbassare della metà le varie aliquote Irpef per le imprese individuali e le società personali e l’Ires per le società di capitali comporterebbe coperture per circa 1-1,2 miliardi di euro nella fase sperimentale fino al termine del 2020, con una norma da inserire nel decreto semplificazioni in arrivo nelle prossime settimane. L’intervento interesserebbe 190mila piccole e medie imprese e 500 gruppi societari, per un beneficio medio di 6-7mila euro annui. Obbligatorio mantenere i livelli occupazionali per la durata dello sgravio. Tutto da vedere se il cammino di questa proposta arriverà a buon fine o si scontrerà con le rigidità degli aiuti di Stato che in passato hanno fatto fallire molti tentativi di superamento. Lo stesso Temporary framework non consente differenziazioni regionali sul regime fiscale.

Prestito Fca al via libera Mef ‘Copre fino a 10mila fornitori’
Il Sole 24 Ore pag: 6 – Gianni Trovati
Il via libera al prestito da 6,3 miliardi garantito dallo Stato a Fca Italia è questione di giorni. Tra gli obiettivi c’è anche quello di rafforzare la catena dei pagamenti ai fornitori, una platea che può arrivare a 10mila imprese. Il finanziamento, oltre che ai fornitori, dovrà essere destinato agli investimenti e ai costi del personale in Italia e sarà accompagnato anche da obiettivi di tutela occupazionale. A blindare la destinazione sarà un meccanismo fondato su conti dedicati e vincolati, e su pagamenti diretti che saranno effettuati dalla banca. Le regole prevedono anche sanzioni che scatteranno in caso di mancato rispetto degli obiettivi e che nei casi più gravi potranno arrivare anche all’obbligo di rimborso anticipato integrale del prestito. Il maxiprestito a Fca ha scatenato un vivace dibattito politico sull’opportunità di prestare soldi dello Stato a una multinazionale con sede legale a Londra e fiscale in Olanda.

Ecobonus al 110%: la maggioranza punta ad allungarlo al 2022
Il Sole 24 Ore pag: 6 – Marco Mobili e Marco Rogari
Sono 10mila le proposte di modifica al decreto Rilancio. La maggioranza spinge con forza al prolungamento di un anno dell’ecobonus del 110% accompagnato dall’estensione agli alberghi e alle seconde case, ville escluse. L’ostacolo da superare è sempre quello delle coperture da trovare. Se l’emendamento sarà approvato la durata dei lavori ammessi alle super agevolazioni potrà arrivare fino al 31 dicembre 2022. Lo sconto potrà applicarsi anche alle seconde case, ma solo per due unità per beneficiario, e con l’esclusione delle case di lusso. Per le delibere dei lavori via libera alle assemblee condominiali online. Per gli incentivi al settore auto Pd, Iv e Leu premono per estendere la rottamazione anche al parco auto con motori tradizionali Euro 6 mentre il M5S dice no, preferendo riservare le agevolazioni ai mezzi elettrici. Il bonus pensato dall’area ‘rossa’ del Governo sarebbe di 4mila euro: 2mila per il 2020 e 1.500 nel 2021 per chi acquista un nuovo veicolo Euro 6 con qualsiasi tipo di alimentazione e ne rottama uno immatricolato da almeno 10 anni.

Il valzer dei moduli per i microprestiti alle Pmi
Il Sole 24 Ore pag: 6 – L.Ser.
Molto probabilmente lunedì prossimo entrerà in vigore la legge che converte il decreto Liquidità. Tra le novità figura l’autocertificazione rafforzata che solleva le banche da responsabilità penali se non eseguono l’esame del merito di credito anche per i prestiti garantiti dallo Stato. Un meccanismo valido per tutte le categorie di prestiti, pensato per accelerare le procedure che però richiederà la compilazione di nuovi moduli. Ma come saranno questi moduli e come dovranno essere ripensate le procedure ancora è incerto. Il Fondo per le Pmi che gestisce la garanzia per i prestiti fino a 25mila euro, saliti ora a 30mila euro, e gli importi fino a 80mila euro, si riunirà oggi per dare le linee guida. Andrà deciso come impostare il nuovo modulo di richiesta ma anche cosa fare per le domande già presentate e ancora non inviate al Fondo. Il totale delle domande autorizzate dal Fondo arriverà oggi a 500mila ma in lista d’attesa ce ne sono molte altre. Chi intende ottenere l’aumento del prestito salito a 30mila euro dovrà ripresentare domanda. Basterebbe, invece, una semplice richiesta alla banca la possibilità di allungare la durata del prestito da 6 anni a 10 anni.

Iscritti agli Ordini, i 600 euro arrivano ma solo per aprile
Il Sole 24 Ore pag: 8 – Andrea Dili e Giorgio Pogliotti
E’ pronto il decreto che distribuisce ai professionisti ordinistici l’indennità di 600 euro per il mese di aprile. La copertura di maggio sembra invece rimandata ad un successivo provvedimento. Due le novità: si allarga la platea dei beneficiari rispetto a marzo perché viene meno l’obbligo di iscrizione esclusiva ad una cassa previdenziale, ma resta confermata l’incompatibilità del bonus per chi è titolare di una pensione o di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Chi ha ricevuto l’indennità nel mese di marzo la riceverà automaticamente ad aprile senza dover presentare una nuova domanda. I professionisti che non hanno beneficiato dell’indennità di marzo, invece, dovranno presentare un’apposita domanda all’ente previdenza di appartenenza, a partire dall’8 giugno e non oltre l’8 luglio. Per il mese di maggio il bonus dovrebbe salire a 1.000 euro ma si dovrà fare i conti con i fondi a disposizione, visto anche le richieste di accesso al contributo a fondo perduto avanzate dalle associazioni di rappresentanza dei professionisti. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Professionisti, bonus in arrivo’ – pag. 29)

Professionisti al tavolo per le misure di rilancio
Il Sole 24 Ore pag: 9 – Federica Micardi
Ieri si è svolta online la manifestazione degli stati generali delle professioni. Il ministro Patuanelli ha assicurato che i professionisti saranno invitati a Palazzo Chigi per ascoltare le loro proposte in merito al rilancio del Paese. Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo ha assicurato che il bonus di 600 euro sarà rifinanziato ad aprile e maggio e si è detta favorevole ad ampliare le possibilità di interventi di welfare da parte delle Casse di previdenza. I ministri hanno assicurato i partecipanti all’evento online che la volontà dell’Esecutivo è quella di rafforzare le misure a tutela dei professionisti. La manifestazione organizzata dal Cup e dalla Rete professioni tecniche ha trattato anche temi ancora irrisolti come le tariffe. Per il presidente del Cup Marina Calderone escludere i professionisti dal contributo a fondo perduto perché sono persone e non imprese ‘significa guardare il futuro con gli occhi del passato’. Il presidente del Cndcec, Massimo Miani lamenta che il mondo delle professioni non è stato molto ascoltato eppure ‘il ruolo di sussidiarietà che possono svolgere i professionisti può essere una chiave per semplificare i processi e sburocratizzare il Paese’. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Stop alle discriminazioni. Garantire la sussidiarietà’ – pag. 29)

Dogane, automonitoraggio per gli operatori certificati
Il Sole 24 Ore pag: 28 – Benedetto Santacroce e Ettore Sbandi
Procedimenti amministrativi uniformati per le autorizzazioni Aeo e oneri di autovalutazione annuale per gli operatori qualificati affidabili dall’autorità doganale. Sono queste le grandi novità introdotte da una determinazione direttoriale dell’Agenzia Dogane e Monopoli in corso di pubblicazione, la quale ritorna con forza sul tema Aeo che si conferma centrale e decisivo non solo per l’operatività delle imprese, ma anche per fronteggiare l’attuale emergenza sanitaria. Il provvedimento è attualissimo e, di principio, più che mai opportuno, sviluppandosi su due direttrici di intervento prioritarie. La prima dà via libera a protocolli ad uso interno degli auditors, affinché seguano una puntuale traccia di audit, con un sistema di griglia o di domande. La seconda grande novità sta nel varo di un apposito modulo di automonitoraggio fornito dalle Dogane agli operatori certificati. Nel modulo sono dettagliate una serie di rilevanti informazioni che i soggetti certificati devono valutare con cadenza annuale per comunicare agli Uffici eventuali cambiamenti rilevanti ai fini Aeo. Il modulo deve essere inviato entro il 31 luglio di ogni anno.

Paga il contribuente se il consulente non invia la dichiarazione dei redditi
Il Sole 24 Ore pag: 29 – Antonio Iorio
Incaricare un professionista per la predisposizione e la presentazione della dichiarazione dei redditi non esonera il contribuente dalla responsabilità penale in caso di omessa presentazione. Il contribuente è tenuto, infatti, a vigilare il comportamento fraudolento del professionista se non vuole essere considerato colpevole del delitto di omessa presentazione. Ad affermare questo principio è la Corte di cassazione con la sentenza n. 16469/2020. I giudici del Palazzaccio hanno chiarito che l’incarico ad un professionista di predisporre e presentare la dichiarazione non esonera il soggetto obbligato dalla responsabilità penale per il delitto in questione. Tuttavia la prova del dolo specifico non deriva dal semplice inadempimento, né da una ‘culpa in vigilando’ sull’operato del professionista. Sono necessari elementi fattuali, idonei a dimostrare che il soggetto obbligato abbia consapevolmente preordinato l’omessa dichiarazione all’evasione dell’imposta per importi superiori alla soglia.

Un’area edificabile anche potenziale genera plusvalenza
Il Sole 24 Ore pag: 29 – Angelo Busani
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 9842 dello scorso 26 maggio, ha stabilito che la plusvalenza che il soggetto privato realizza con la cessione a titolo oneroso di un’area edificabile matura anche quando l’edificabilità è solo potenziale (edificabilità ‘di fatto’) e cioè non risultante dalla pianificazione urbanistica comunale, ma derivante da circostanze fattuali, quali la sua collocazione o la presenza di opere di urbanizzazione. L’ordinanza, in sé, non costituisce una novità ma ad emergere è il concetto dell’edificabilità ‘di fatto’ che si concretizza in presenza di taluni fatti come la vicinanza al centro abitato, lo sviluppo edilizio raggiunto dalle zone adiacenti, l’esistenza di servizi pubblici essenziali, la presenza di opere di urbanizzazione primaria, il collegamento con i centri urbani già organizzati ecc. . Questa edificabilità ‘di fatto’, tuttavia, può essere fonte di una enorme incertezza con conseguente possibilità di incorrere in errori.

Bilanci, nella nota integrativa gli effetti del coronavirus
Il Sole 24 Ore pag: 30 – Franco Roscini Vitali
Gli effetti conseguenti alla pandemia da Coronavirus devono risultare nella nota integrativa e nella relazione sulla gestione. L’Oic ha pubblicato sul proprio sito la versione finale del documento interpretativo 6, relativo all’articolo 7 ‘Disposizioni temporanee sui principi di redazione del bilancio’ del decreto legge Liquidità che ieri sera ha avuto il via libera definitivo dall’aula del Senato. Rispetto al documento diffuso in bozza, la versione finale presenta alcuni affinamenti, di carattere formale, nei paragrafi relativi alla Nota integrativa e nelle Movimentazioni alla base delle decisioni assunte con riferimento ai bilanci che chiudono al 30 giugno 2021. L’art. 7 del decreto Liquidità consente di derogare rispetto al disposto del n. 1 dell’articolo 2423-bis del Codice civile. Ciò fa sì che i bilanci al 31 dicembre 2019 possono essere redatti nel presupposto dell’esistenza della continuità perché la situazione causata dal Covid-19 è un fatto intervenuto dopo il 23 febbraio 2020 i cui effetti devono essere illustrati nella nota integrativa. Nell’informativa anche un focus sulla prospettiva della continuità aziendale.

Sterilizzazione temporanea per le perdite del 2020
Il Sole 24 Ore pag: 30 – Giorgio Gavelli
La conversione in legge del decreto Liquidità dovrebbe confermare in toto il testo già in vigore, sterilizzando temporaneamente gli effetti delle perdite provocate dalla pandemia sui bilanci 2020 in misura superiore ai limiti di allarme previsti dal Codice civile. In base all’art. 6 del decreto Liquidità per le perdite accertate nel corso degli esercizi chiusi tra il 9 aprile e il 31 dicembre 2020 non trovano applicazione le disposizioni che regolamentano le conseguenze: della riduzione del capitale per perdite ‘sopra soglia’; del concretizzarsi di una causa di scioglimento per riduzione o perdita del capitale sociale. Non sono interessate dal blocco temporaneo le disposizioni che impongono agli amministratori di convocare l’assemblea a cui sottoporre una situazione aggiornata, relazionando anche alla luce dei fatti di rilievo nel frattempo verificatisi. Le perdite dell’esercizio precedente a quello di applicazione delle disposizioni, se non determinanti per lo scioglimento, potrebbero godere della sterilizzazione, cumulandosi con quelle maturate nel 2020.

La donazione non è elusione
Italia Oggi pag: 31 – Debora Alberici
La donazione ai figli di un immobile contestualmente rivenduto non è una presunzione sufficiente a far scattare l’accertamento per elusione fiscale. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 10561 del 4 giugno 2020 che ha accolto il ricorso dei contribuenti. Per i giudici del Palazzaccio ‘l’Agenzia delle Entrate su cui grava l’onere di provare l’uso strumentale della donazione per evitare il pagamento dell’imposta sulla plusvalenza maturata dal donante, non ha fornito alcuna prova, non potendo ritenersi sufficiente per tale dimostrazione la semplice sequenza temporale fra i due atti (donazione-permuta), evidenziando, inoltre, che l’Ufficio avrebbe potuto fornire al giudice di merito ulteriori elementi idonei a far pensare all’assenza dello spirito di liberalità e alla strumentalità dell’operazione per evitare il carico fiscale della plusvalenza’.

La fattura dà garanzia
Italia Oggi pag: 32 – Franco Ricca
E’ dedicata agli accertamenti delle operazioni con soggetti passivi la sentenza 4 giugno 2020, causa C-430/19 della Corte di giustizia Ue. Secondo i giudici di Strasburgo i semplici sospetti circa l’effettiva realizzazione delle operazioni, basati sull’inadeguatezza del fornitore, non legittimano l’amministrazione a negare la detrazione dell’Iva al cliente che non sia stato in grado di esibire null’altro che le fatture di acquisto. Non essendo definiti dal diritto dell’Unione, gli elementi oggettivi di prova circa la diligenza del soggetto passivo devono essere stabiliti dall’autorità fiscale secondo le norme previste dal diritto nazionale, nel rispetto, tuttavia, dei diritti garantiti dall’ordinamento Ue, in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali della Ue. Se il soggetto passivo dispone di indizi che portino a sospettare l’esistenza di irregolarità o di frode, può essere tenuto ad assumere informazioni sul fornitore.

Comunicazioni al fisco ampie
Italia Oggi pag: 33 – Vincenzo D’Errico e Giacomo D’Angelo
Dietrofront delle Entrate sulla trasmissione degli adempimenti. Anche le holding di partecipazioni costituite in forma di società semplice sono tenute ad adempiere, senza soluzioni di continuità, agli obblighi comunicativi all’anagrafe tributaria. E’ quanto si legge nella risposta delle Entrate alla consulenza giuridica n. 956-22/2020 richiesta da FederHolding. La posizione assunta va nella direzione opposta rispetto a quanto stabilito nella direzione regionale del Piemonte nella risposta all’interpello n. 901 – 384/2019 in cui era stato negato l’obbligo delle comunicazioni per le società semplici in quanto l’ambito applicativo della direttiva ATAD appariva limitato ai contribuenti soggetti all’imposta sulle società. Secondo la precedente interpretazione, dunque, le società semplici che non svolgono alcuna attività commerciale erano escluse dagli obblighi di comunicazione. Il cambio di rotta è motivato in tre ragioni.

Iva di gruppo, il credito va alla controllante
Italia Oggi pag: 33 – Giulia Provino
Con la risposta n. 164, pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nella procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo il credito Iva recuperato spetta alla controllante del gruppo. L’eccedenza d’imposta non ‘garantita’, trasferita dalla controllata alla capogruppo e da questa utilizzata indebitamente in compensazione, una volta regolarizzata, resta nella disponibilità della controllante e non in quella della società figlia che l’ha generata.

Debiti dilazionati, ma old style
Italia Oggi pag: 34 – Roberto Lenzi
Dopo il via libera definitivo del Senato è legge il decreto Liquidità. Un’attenta valutazione permette di coglierne appieno i vantaggi e di constatare che il finanziamento standard è più conveniente di quello Covid. La garanzia dello Stato a tutte le imprese fino all’80% del credito concesso risulta più conveniente rispetto al finanziamento garantito dallo Stato fino al 90% del debito, riservato alle sole imprese colpite dal Covid-19. Perché? Perché la garanzia dell’80% è più bassa, ma permette di spostare i debiti a10 anni mentre quella al 90% è più alta, ma comporta rate più alte permettendo il rimborso in soli 6 anni. La conversione in legge del decreto Liquidità arricchisce le imprese di una ghiotta opportunità che è quella che obbliga le banche a dare un fido aggiuntivo di almeno il 25% per legge per permettere alle imprese di ottenere la garanzia dello Stato. La convenienza è per tutti. A lato dell’articolo, in un riquadro, l’esempio di un’impresa con un debito bancario di 300mila euro.

La rassegna stampa è frutto di una riedizione e di una sintesi da parte della nostra redazione, ed ha lo scopo di fornire i riferimenti dell’articolo (testata, autore, pagina, ecc.) per permettere al lettore di reperire facilmente sul quotidiano l’articolo completo.
A.N.CO.T. Associazione Nazionale Consulenti Tributari

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...