Sottotetto: se si passa da ambiente tecnico a mansarda o locale abitativo serve sempre il permesso di costruire

Peppucci Matteo – Collaboratore INGENIO  13/11/2020  5332

Tar Campania: il cambio di destinazione d’uso del sottotetto da ambiente tecnico a locale abitativo richiede il permesso di costruire, perché si tratta di passaggio tra categorie funzionalmente autonome

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Non si può trasformare un sottotetto ad uso locale tecnico in una vera e propria mansarda abitativa e farlo senza il permesso di costruire.

Lo ricorda il Tar Napoli nella sentenza 4988/2020 dello scorso 3 novembre, che ha per ‘protagonista’ la trasformazione strutturale di un sottotetto termico attraverso la modifica della pendenza delle falde con aumento di altezza dei muri perimetrali, nella sua trasformazione funzionale in immobile residenziale munito di camere da letto e servizi igienici, nonché in modifiche prospettiche del manufatto stesso dovute ad una diversa dislocazione delle aperture sui prospetti nord e sud.

Nello specifico, i giudici osservano che:

  • la trasformazione funzionale, ossia il cambio di destinazione d’uso del sottotetto da ambiente tecnico a locale abitativo, richiede un titolo abilitativo, indipendentemente dalla presenza o meno di opere edilizie più o meno impattanti;
  • il cambio di destinazione d’uso in questione, con passaggio del sottotetto termico alla diversa categoria funzionale dell’immobile residenziale, comporta trasformazione urbanistico-edilizia del territorio e non può prescindere dal rilascio del permesso di costruire.

Totale difformità dal progetto originario

Nello specifico, osserva il Tar, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, l’effettuata trasformazione strutturale del sottotetto ha comportato, attraverso un cospicuo aumento di volumetria generato dalla modifica dell’altezza dei muri perimetrali, una totale difformità dal progetto assentito con DIA e non una semplice variazione non essenziale.

Peraltro, proprio l’operato aumento di cubatura è indice sufficiente che nella specie l’intervento dovesse essere soggetto al previo rilascio del permesso di costruire e non ad una semplice DIA, per cui si profila sostanzialmente corretto il ragionamento seguito dall’amministrazione, secondo il quale la trasformazione in parola, oltre ad integrare un’evidente difformità dalla DIA, si traduceva in un intervento realizzato in assenza di permesso di costruire, con conseguente applicabilità del sistema sanzionatorio di tipo demolitorio ed acquisitivo previsto dall’art. 31 del dpr 380/2001.

Il cambio d’uso tra categorie funzionalmente autonome

Passando al cambio di destinazione d’uso, ciò che si è scritto prima è confermato proprio dalla legislazione regionale applicabile ratione temporis, emanata in attuazione dell’art. 10, comma 2, del dpr 380/2001, il quale prevede che le regioni stabiliscano con legge quali mutamenti, connessi o non connessi a trasformazioni fisiche, dell’uso di immobili o di loro parti, siano subordinati a permesso di costruire o a denuncia di inizio attività.

LA SENTENZA INTEGRALE E’ SCARICABILE IN FORMATO PDF

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