Imu e Tari cancellati nelle seconde case. Ecco chi non paga!

Anche il 2021 i proprietari di un immobile diverso dalla prima abitazione devono pagare l’Imu e la Tari su quella proprietà. Il mattone, come molti si saranno accorti, è una delle strade maestre che adotta il Governo per fare cassa. Possedere una seconda casa, non sempre è sinonimo di essere un ricco investitore immobiliare. In quell’alloggio è probabile che si siano investiti i risparmi di tutta una vita. O più semplicemente lo si è ereditato dai genitori.

Essere in regola con la legge e pagare Imu e Tari, nelle scadenze corrette ed opportune, è sinonimo di essere un buon contribuente. Di non voler evadere le tasse: ciò non eclude la possibilità di risparmiare sulle tasse versate, nel momento in cui sia possibile farlo. Soprattutto se il fisco ce lo permette di fare alla luce del sole. Versare un’infinità di gabelle – che si chiamino Imu o Tari poco importa – per degli immobii che rimangono disabitati la maggior parte dei mesi dell’anno, come le case vacanze, penso che possa interessare un po’ a tutti. La normativa nazionale prevede addirittura dei casi di totale e completa esensione: un po’ come se ci avessero cancellato Imu e Tari. Ma vediamo cosa è possibile fare.

Imu e Tari: ecco come risparmiare!

Come è necessario muoversi per riuscire a rispamiare qualcosa su Imu e Tari? Rispondiamo immediatamente: è necessario presentare al Comune una dichiarazione entro il 30 giugno. In certi casi è possibile risparmiare un bel po’. Iniziamo con il ricordare che è prevista una riduzione pari al 50% della base imponibile per quanto riguarda l’Imu: questo sconto è possibile ottenerlo nel caso in cui gli immobili siano stati dichiarati inagibili o inbitabili e quindi non possono essere utilizzati. E’ possibile ottenere lo sconto per quella porzione dell’anno in cui si sia verificata l’ingibilità. Alla dichiarazione Imu è necessario allegare un documento che attesti l’inagibilità o l’inabilità. L’attestazione deve essere redatta e sottoscritta da un tecnico abilitato.ADVERTISEMENTnull

E’ possibile ottenere uno sconto pari al 50% su quanto si dovrebbe pagare di Imu, nel caso in cui l’immobile venga concesso in comodato d’uso gratuito ai genitori o ai figli, che devono utilizzarlo come abitazione principale. E’ necessario che l’abitazione non sia di lusso: sono quindi esclusi gli immobili accatastati nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Per poter ottenere lo sconto, il comodante deve essere proprietario di un unico immobobile e deve risiedere nello stesso Comune.

Imu e Tari: come ottenere lo sconto del 25%!

La carrellata delle possibilità e delle opportunità per risparmiare su Tari ed Imu non finisce qui. E’ possibile ottenere uno sconto sull’Imu, nel caso in cui si abbia un immobile classificato come storico od artistico. Non importa come venga utilizzato: se come seconda abitazione o se si dovesse decidere di darlo in affitto. E’ possibile, invece, vedersi ridurre al 75% la tassa, nel caso in cui il proprietario dovesse decidere di affittarlo con un contratto a canone concordato.ADVERTISEMENTnull

L’Imu può non essere pagata completamente, nel caso in cui la casa familiare sia stata assegnata al genitore affidatario dei figli. L’assegnazione deve avvenire tramite un provvedimento del giudice. Anche se non è proprietario dell’immobile, l’affidatario diventa, in questo modo, soggetto passivo e gode dell’esenzione per abitazione principale.

Imu scontata al 50% e Tari ridotta di due terzi proprio dal 2021, per quei contribuenti che non siano residenti in Italia e che percepiscano una pensione dallo Stato in cui risiedono. L’immobile non deve essere affittato e non deve essere dato in comodato. Esenzione totale della Tari per quegli immobii che non possono produrre rifiuti, perché considerati inagibili o inabitabili.

Imu: ecco dove l’hanno cancellata!

C’è un caso in cui l”Imu per il secondo immobile è stata completamente ed interamente cancellata. Con buona pace di tutti i contribuenti. E’ il caso di un abitazione doppia, ma appartenente a due membri della stessa famiglia. Stiamo parlando di due immobili attigui, che siano iscritti al catasto separamente. Uno appartiene alla moglie e l’altro al marito. I due immobili sono attigui e vengono utilzzati come un’unica abitazione. In altre parole spetta l’agevolazione ad entrambe le abitazioni, anche se appartenenti a soggetti diversi, perché utilizzata come un’unica abitazione.

La Circolare 27/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate contenente chiarimenti su accatastamento unico e unione di fatto ai fini fiscali, la normativa catastale prescrive che:

la fusione tra porzioni di immobili possa avvenire solo quando i beni da fondere appartengono allo stesso soggetto, in presenza di disomogeneità di diritti reali non è possibile fondere le due distinte parti. Tuttavia, secondo l’Agenzia del Territorio, è possibile procedere all’accatastamento di beni che di fatto costituiscono, dopo i necessari lavori di adeguamento, una nuova ed unica unità immobiliare.

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