Ex Equitalia cancella 15 anni di debiti IMU TARI bollo auto!

di DI ANTONELLA TORTORA

L’abolizione delle cartelle IMU, TARI e Bollo auto, imposte locali e così via, da parte dell’ex Equitalia rientra nel pacchetto delle novità in approvazione entro giugno 2021. Misure che se attivate andrebbero ad alleggerire il peso delle categorie colpite dalla frusta della pandemia. Il passaggio da DPCM a decreto legge ha prodotto un oggettivo disorientamento da una bella fetta di lettori incerti sulla differenza delle azioni. Misure che si accodano alle precedenti, con la sola differenza che vengono sottoposte al vaglio del Parlamento. Non si discute più sulle forme di “ristori” bersagliate come irrisorie, ma sulla presenza di “sostegni” a favore delle categorie flagellate dalle misure anti Covid-19.

L’ex Equitalia cancella le cartelle esattoriali IMU, TARI, Bollo auto e molto altro ancora. Non è una beffa, ma una questione seria che da giorni sta circolando sul web e non solo. In pratica, a breve dovrebbe partire una cancellazione dei debiti iscritti a ruolo presso l’ex Equitalia sino al valore non superiore a 5.000 euro. Un provvedimento simile a quello adottato nella Riforma Fisco del 2019. In quella circostanza, vennero cancellate le cartelle IMU, TARI, Bollo auto, multe e molto altro dal magazzino della Riscossione, per un valore non superiore alla soglia di 1.000 euro. Una pulizia delle cartelle esattoriali del periodo compreso tra il 2000 e sino al 2010. Questa volta il governo Draghi mette in moto una macchina che spazza via cancellando definitamente 15 anni di debiti esattoriali. Un pacchetto fatto di multe, IMU, TARI, bollo auto e molto altro per un periodo maggiore e un limite quadruplicato.

L’abolizione delle cartelle IMU, TARI e Bollo auto, imposte locali e così via, rientra nel pacchetto delle novità in approvazione entro giugno 2021. Misure che se attivate andrebbero ad alleggerire il peso delle categorie colpite dalla frusta della pandemia. Il passaggio da DPCM a decreto legge ha prodotto un oggettivo disorientamento da una bella fetta di lettori incerti sulla differenza delle azioni. Misure che si accodano alle precedenti, con la sola differenza che vengono sottoposte al vaglio del Parlamento. Non si discute più sulle forme di “ristori” bersagliate come irrisorie, ma sulla presenza di “sostegni” a favore delle categorie flagellate dalle misure anti Covid-19. Una modifica di criteri di giudizio preannunciati a destra e a manca.

Con la pubblicazione del decreto Sostegno si attendono diversi benefit a tutela dei lavoratori, famiglie e imprese. Molto probabilmente, sarà necessario un ulteriore scostamento di bilancio.

Eppure, la cancellazione delle imposte IMU, TARI e bollo auto, multe e così via fanno sono elementi che balzano agli occhi. L’abrogazione di questi fardelli oltre ai 15 anni di debiti esattoriali vari, rappresenterebbe un soffio di respiro per molte aziende.

L’ex Equitalia sfoltisce il magazzino cancellando IMU, TARI e Bollo auto: la conferma da Durigon

Il sottosegretario dell’Economia e delle Finanze, Claudio Durigon, nel corso della trasmissione di 24 Mattino rassegna stampa su Radio24 ha ribadito la presenza di un piano di cancellazione delle cartelle esattoriali sino alla soglia massima di 5 mila euro connesse al periodo compreso tra il 2000 e sino all’anno 2015.

Il deputato della Lega ha confermato che si tratterebbe di un intervento ancora al vaglio parlamentare – non è escluso che vengano aumentata la soglia massima -. Durigon ha rafforzato il concetto spiegando che questo tipo d’intervento viene richiesto anche dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Una misura ritenuta di carattere urgente, al fine di sfoltire i 137 milioni di cartelle esattoriali insabbiate negli archivi della Riscossione. Annullare le cartelle esattoriali sino alla soglia massima di 5 mila euro dal 2000 al 2015 apporterebbe solo benefici alla Riscossione, riequilibrando la razionale gestione delle Entrate, attraverso l’ottimizzazione delle funzioni per individuare quelli esigibili, ossia i crediti che si possono riscuotere.

Pronta la maxi Sanatoria delle cartelle esattoriali tra cui IMU, TARI e bollo auto

Al via la maxi sanatoria della Riscossione, la prima strategia messa in campo dal governo Draghi uno strumento dalle molteplici finalità, tra cui reagire alla crisi economica, politica e sociale che vive il nostro Bel Paese.

La strategia dell’entrata in vigore di una maxi sanatoria appare una spiegazione tutta politica, connessa al reale bisogno di milioni di cittadini, famiglie e imprese. I contribuenti non possono tener testa ai pagamenti del Fisco. Ecco, spiegato, il primo tassello di quello che sembra un movimento a favore dei cittadini bastonati dalle misure anti Covid-19. Non a caso, si evidenziano i punti chiave del decreto Sostegno spingendo in direzione di un condono tombale delle cartelle esattoriali per i debiti iscritti a ruolo nel periodo compreso tra il 2000 e sino all’anno 2015 fino a un valore massimo di 5 mila euro.

Nello stesso tempo, appare alquanto inverosimile che la notifica delle nuove cartelle esattoriali sia bloccata in fase si sospensione sino alla data stabilito del 30 aprile 2021. Non sfugge che si tratta della medesima data in cui cadono i termini della fine dello Stato di emergenza (salvo ulteriori proroghe).

La verità! Dell’abolizione delle cartelle esattoriali IMU, TARI bollo auto e molto altro ancora

Il valore dei crediti che l’Agenzia delle Entrate non è riuscita a riscuotere è abbastanza consistente, connessi a circa 130 milioni di cartelle. Il solo stralcio non basterebbe a sfoltire la lama del magazzino, ma toccherebbe all’incirca 60 milioni di cartelle per un ammontare di un miliardo di euro nel 2020 e medesimo importo per quest’anno in corso.ADVERTISEMENThttps://b455c6cc6669fb00d342ed422d9a20b0.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html?v=1-0-38

Introducendo un maxi condono sui ruoli dell’ex Equitalia, il governo promuoverebbe delle azioni in favore dei contribuenti particolarmente svantaggiati economicamente, ma il punto sarebbe ben un altro. Una sanatoria dei debiti iscritti a ruolo produrrebbe solo vantaggi per il Fisco, che con un colpo snellirebbe la Riscossione di oltre 60 milioni di cartelle. Un’operazione che andrebbe a riequilibrare la razionale gestione delle Entrate, attraverso l’ottimizzazione delle funzioni per individuare i crediti esigibili, ossia i crediti che si possono riscuotere. In altre parole, la Riscossione punta a identificare chi torchiare.

Facendo un passo indietro, un momento strategico simile coinvolte 5 milioni di cartelle esattoriali connesse a circa 12 milioni di contribuenti su una base del valore 1.000 e per un periodo di 10 anni, ossia per le cartelle esattoriali che cadevano nel lasso di tempo compreso tra il 2000 e sino all’anno 2010.

L’attuale strategia del Governo Draghi punterebbe a muovere un’operazione di potenza superiore alla precedente di ben 5 volte, affibbiata alle cartelle esattoriali sino a un valore massimo di 5 mila euro. Senza tralasciare che il periodo connesso al maxi condono ruota su 15 anni e non più 10 come nella precedente sanatoria. Ecco, spiegato, il motivo per cui se l’operazione così come pensata prende corpo entrando a pieno regime, l’ex Equitalia cancella tutte le cartelle esattoriali inerenti a IMU, TARI, Bollo auto, multe e molto altro ancora.

Non va assolutamente dimenticato che oltre alla maxi sanatoria per i crediti iscritti a ruolo, nel decreto Sostegno dovrebbe vedere la luce un nuovo Saldo e stralcio e la Rottamazione quater. Il che porta a pensare che le cartelle esattoriali che superano la soglia dei 5mila euro possono rientrare nella nuova definizione agevolata.

Attenzione! Parliamo di anticipazioni di misure contenute nella bozza del decreto Sostegno, preannunciate dal sottosegretario dell’Economia e delle Finanze, Claudio Durigon.

A chi ha pagato spetta il rimborso delle cartelle cancellate?

La normativa prevede la possibilità di poter richiedere il rimborso delle cartelle nelle seguenti in presenza delle seguenti circostanze, tra cui:

  • Nel caso in cui il contribuente ha pagato più del dovuto, in questo caso spetta il rimborso della parte residua di pagamento.

Se hai pagato un importo superiore al valore di 50 euro, l’ex Equitalia provvede a notificarti una comunicazione di rimborso. Per poter ricevere la quota eccedente, basta recarsi presso lo sportello dell’Ente. Nell’ipotesi in cui l’importo da rimborsare supera la soglia di 2.000 euro, segue la procedura tracciabile, ossia a mezzo bonifico.

  • Nel caso in cui il contribuente ha onorato un tributo, successivamente annullato, ottiene il rimborso per sgravio.

Se hai onorato un tributo successivamente annullato in forma totale o parziale dall’Ente creditore puoi richiedere il rimborso per sgravio. L’ex Equitalia provvede a notificarti la comunicazione del rimborso da ritirare presso gli uffici dell’Ente. Per importi di somme superiore a 2.000 euro il rimborso segue a mezzo di bonifico dopo aver comunicato le coordinate bancarie. Va detto, che non tutti gli enti seguono questa prassi, ma ogni ente dispone di una propria procedura.

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