Bonus facciate al 90% per il 2021, poi detrazione al 75%

DI ALDA MOLETI

Si era già parlato della possibilità di accorpare tutte le agevolazioni ristrutturazione in un unico grande bonus con uno sconto del 75%. Il Governo ha fatto sapere che il progetto andrà avanti, ma per adesso non includerà il Superbonus 110%, salvo almeno per qualche anno. Ad essere sotto attacco è ora il bonus facciate che ora copre il 90% della spesa, ma che presto passerà ad offrire solo il 75% di sconto. Vediamo tutte le novità e sopratutto come funziona il bonus facciate e quali sono i lavori ammessi

In questi ultimi tempi al centro dell’attenzione c’è certo il Superbonus 110%, una misura particolarmente popolare perché permette di effettuare interventi edilizi a costo zero.

Tuttavia, secondo in classifica in fatto a popolarità è il bonus facciate, un’altra agevolazione edilizia molto vantaggiosa con cui si può ottenere il 90% di sconto sui lavori di ristrutturazione.

Se si sono susseguite le notizie riguardo una sospensione o una riduzione dell’importo del Superbonus 110%, soprattutto in merito alla proposta del Senato di portare le agevolazioni edilizie al 75%. Di recente dal Governo sono arrivati chiarimenti in merito, con Draghi stesso che promette che l’agevolazione sarà salva almeno fino al 2024. 

La proposta di abbassare la detrazione al 75%, per ora non riguarda il Superbonus 110%, ma continua ad essere valida, fa sapere il Governo, per tutte le altre agevolazioni ristrutturazione e dovrebbe essere attuata nel più breve tempo possibile.

Quindi, se fino al 2024 il Superbonus 110% è salvo, adesso è il bonus facciate ad essere fortemente a rischio. Attualmente, l’incentivo tramite detrazione Irpef o sconto in fattura permette di avere il 90% di sconto su alcune ristrutturazioni, con la manovra l’agevolazione si ridurrà solo al 75%

In attesa di sapere cosa deciderà l’esecutivo vediamo come funziona il bonus facciate che almeno per il 2021 è garantito.

Come funziona il bonus facciate e quali sono i lavori ammessi

Il bonus facciate fa parte di quelle agevolazioni ristrutturazione offerte dall’Agenzia delle Entrate. I costi coperti dallo Stato sono pari al 90%, senza limiti di spesa, per i lavori edilizi ammessi, effettuati nel 2020 o nel 2021, che riguardano il rifacimento delle facciate esterne di un edificio, sia per quanto riguarda le ristrutturazioni più profonde, sia le opere di pittura e pulitura. Sono coperti gli interventi sugli elementi esterni quali fregi, ornamenti, balconi, parapetti, grondaie e cornici.

Il contributo non potrà in alcun modo essere utilizzato per le facciate interne, a meno che queste non risultino visibili dal suolo pubblico. Inoltre, l’Agenzia l’11 settembre 2020 ha chiarito che sono esclusi dal bonus facciate anche gli interventi sulle parti trasparenti, cioè non sarà possibile sostituire gli infissi.

Gli interventi sono ammessi su immobili di qualsiasi categoria catastale, purché siano situati nelle zone A e B definite dal decreto ministeriale n. 1444/1968.

Nel caso in cui si effettuino sulle facciate esterne interventi massicci, cioè con interessamento di oltre il 10% dell’intonaco o che influiscano sull’edificio anche per l’aspetto termico, allora tali interventi dovranno rispettare dei requisiti minimi stabiliti dal Ministero per lo Sviluppo.

Si può avere il bonus facciate in presenza di abusi edilizi?

Si può utilizzare il bonus facciate in caso di abusi edilizi? Dipende!

In linea di massima le varie agevolazioni ristrutturazione, dal Superbonus 110% al bonus facciate, non sono applicabili in caso di abusi edilizi sull’immobile. ADVERTISEMENTnull

Tuttavia, nello specifico l’Agenzia ha stabilito che ci sono delle eccezioni se l’abuso edilizio è solo di lieve entità. Come abusi edilizi di lieve entità si intendono gli interventi illegittimi che interessano meno del 2% della struttura.

In caso l’abuso ecceda questa percentuale la parte eccedente deve essere demolita o, qualora fosse possibile, va fatta una sanatoria se si vogliono utilizzare le agevolazioni fiscali.

Il bonus facciate è utilizzabile come sconto in fattura o con la cessione del credito?

La risposta per il 2021 è si! Il bonus facciate è utilizzabile come detrazione Irpef, direttamente come sconto in fattura e in alternativa di può usare la cessione del credito, a stabilirlo è stato il Decreto Rilancio 2020.

L’ultima guida pdf del bonus facciate risale a febbraio 2020, mentre il Decreto è stato approvato a maggio dello stesso anno, perciò l’informazione contenuta nella guida redatta dall’Agenzia delle Entrate e pubblicata a febbraio è valida per la normativa generale, ma è da considerarsi superata per quanto riguarda l’indicazione che il bonus facciate non sia fruibile come sconto in fattura o cessione del credito.

Ad ogni modo l’informazione aggiornata, sulla possibilità di utilizzare lo sconto in fattura o cedere il credito, è contenuta nella scheda informativa pubblicata sul sito dell’Agenzia stessa, che deve considerarsi la norma valida per il bonus facciate 2021.

Per usufruire del bonus facciate i pagamenti devono avvenire tramite bonifico. Nel caso poi si scelga la detrazione come opzione, questa avverrà nell’arco di dieci anni e in quote i pari importo.

Quali documenti servono per richiedere il bonus facciate

La normativa che regola gli adempimenti e la documentazione da presentare per il bonus facciate è delineata da un decreto emesso dal Ministero delle Finanze (n. 41/1998).

Riassumendo, se utilizzate l’opzione di sconto in fattura allora sarà l’impresa che prende in carico i lavori ad anticipare la somma e poi chiedere la restituzione della cifra con il credito di imposta. Se invece si effettua l’opzione della detrazione allora i lavori dovranno essere pagati con un bonifico in cui sono indicati anche la causale, il codice fiscale o la Partita Iva del destinatario.ADVERTISEMENT

Inoltre, quando si inserisce la spesa nella dichiarazione dei redditi si dovranno indicare i dati catastali relativi all’immobile per cui si usufruisce del bonus facciate.

L’Agenzia avverte che c’è una documentazione da conservare perché a richiesta degli uffici potrebbe essere necessaria, oltre alle fatture dei lavori, serve anche tutta la documentazione edilizia richiesta: la domanda di accatastamento, le ricevute delle tasse regolarmente pagate sull’immobile e, nel caso dei condomini, le delibere assembleari.

Cosa fare se i lavori di ristrutturazione sono esclusi dal bonus facciate

Ad ogni modo gli interventi non ammessi dal bonus facciate possono comunque essere agevolati usando il cosiddetto bonus casa, cioè la detrazione generica per i lavori di ristrutturazione pari al 50% dei costi e fino al massimo di 96.000 euro.

Questa agevolazione è utilizzabile solo come detrazione Irpef in dieci anni e non come sconto in fattura o cessione del credito.

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