Superbonus 110%, scintille in Senato. Niente proroga al 2023

DI ALDA MOLETI
DRAGHI MARIO

Non è stata una seduta molto tranquilla quella svoltasi il 6 maggio in Senato per l’approvazione degli emendamenti al testo del primo DL Sostegni. Causa di scintille è stata la decisione del Ragioneria di Stato di bloccare la proroga al 2023 del Superbonus 110%, per mancanza di fondi necessari. Il Movimento 5 Stelle non ha digerito la cosa è ha accettato di votare a favore del Decreto solo se la mozione sarà ripresentata quando si discuterà il DL Sostegni bis.

Sono mesi che ormai si parla di Superbonus 110% tra possibilità di rinnovo e semplificazioni. Qualche settimana fa era arrivata comunque la garanzia da Draghi in persona che il Superbonus 110% sarebbe stato rinnovato almeno fino al 2023. In questa occasione il Premier si era impegnato a trovare poi, con la Legge di Bilancio 2022, i fondi anche per una proroga al 2024. 

In realtà con la discussione del 6 maggio in Senato, per approvare gli emendamenti al primo DL Sostegni, il Decreto è stato sì approvato, ma senza proroga al Superbonus 110%, bloccata dalla Ragioneria di Stato per mancanza di fondi.

Il M5S ha reagito male alla cosa e pur votando la fiducia al Decreto in ultima istanza ha dichiarato che la battaglia non è finita e ripresenterà l’emendamento per il DL Sostegni bis.

Superbonus 100%, proroga si o proroga no?

Intervistato dalla stampa il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Ettore Licheri, ha giudicato sconcertante la decisione in merito al Superbonus 110% e ha anche assicurato che la proposta di emendamento con la proroga sarà ripresentata in occasione del DL Sostegni bis.

Le motivazioni della bocciatura da parte della Ragioneria di Stato hanno un perché economico, nella mancanza di fondi reperibili. Motivo per cui è stata anche eliminata dal testo del Decreto la norma che prevedeva lo sconto in fattura e la cessione del credito per il bonus mobili ed elettrodomestici.

Se il Movimento 5 Stelle minaccia apertamente di non votare la fiducia al secondo DL Sostegni se non conterrà le modifiche relative al Superbonus 110%, tra cui la proroga, anche il PD in maniera meno minacciosa si schiera a favore dell’estensione della misura. Enrico Letta, leader del Partito Democratico, ha dichiarato che per il suo partito la proroga al Superbonus 110% è un impegno irrinunciabile. ADVERTISEMENT

Addio a Superbonus 110% e Bonus Facciate, arriva il bonus ristrutturazioni 75%

In ogni caso il Superbonus 110%, con cui i cittadini possono realizzare alcuni interventi edilizi completamente a costo zero e a spese dello Stato, non sarà eterno e difficilmente la sua vita potrebbe andare oltre il 2024.

Per un post-Superbonus 110% il Governo sta già pensando ad una soluzione che consiste l’accorpamento di tutte le agevolazioni ristrutturazione nell’unico bonus ristrutturazione con aliquota detraibile al 75%.

Per il momento dal Senato arriva la rassicurazione che nel futuro immediato il Superbonus 110% non si tocca, almeno fino al 30 giugno 2022, mentre è già al vaglio la possibilità, prima di questa data, di eliminare alcune delle agevolazioni esistenti, come il bonus facciate, e creare un solo incentivo per i lavori edilizi che copra il 75% dei costi.

Ma nei piani, dopo la scadenza, sia essa nel 2022 o nel 2024, anche il Superbonus 110% dovrebbe entrare a far parte di questo bonus ristrutturazione, con una riduzione di importo poiché coprirebbe solo il 75% della spesa.

In compenso il Governo ha anche fatto sapere che obiettivo dell’accorpamento dei bonus è fare in modo che siano semplificati i requisiti di accesso. Secondo una statistica, infatti, i requisiti attuali del Superbonus 110% sono così selettivi e stringenti che su dieci domande di richiesta solo una ottiene l’approvazione per l’incentivo.ADVERTISEMENT

Bonus Ristrutturazione al 75% e Assegno Unico, una strana analogia

Il piano delineato dal Governo per l’accorpamento delle agevolazioni ristrutturazione gestite dall’Agenzia delle Entrate è molto simile a quello che è stato già attuato per i bonus famiglia INPS.

I tanti incentivi destinati alla famiglia (bonus bebèbonus mamme domaniAnf) sono stati fusi in un solo grande bonus che partirà a luglio, l’Assegno Unico, e avrà un’attivazione progressiva, con un’entrata a pieno regime nel 2022 quando gli altri bonus saranno eliminati definitivamente.

Il piano è infatti quello di semplificare il lavoro agli organi tenuti alla verifica e all’assegnazione degli incentivi, tanto l’INPS quanto l’Agenzia.

Al momento, i vari bonus ristrutturazione sono cumulabili, se non utilizzati per lo stesso intervento edilizio. Questo vuol dire che un contribuente, che utilizza il bonus mobili e il Superbonus 110% allo stesso tempo, invia due volte i propri dati all’Agenzia delle Entrate che effettuerà un controllo sulla stessa persona due o più volte.

La creazione di un bonus ristrutturazione unico permetterebbe una facilitazione nella gestione e nella verifica delle agevolazioni, purtroppo a discapito però di alcuni importi.

Se infatti guardiamo al panorama attuale, il Superbonus 110% offre uno sconto del 100% e il bonus facciate del 90%. Con la creazione di un solo incentivo al 75% entrambi i bonus ridurrebbero cospicuamente il loro importo.

Non sarebbe così invece per il bonus casa, cioè la detrazione del 50% spettante su tutti i lavori edilizi, che salirebbe del 25%.ADVERTISEMENT

Come funzionano Superbonus 110%, bonus facciate e bonus casa

Come si è detto almeno per quest’anno chi vuole ristrutturare casa può sfruttare una quantità di agevolazioni statali a seconda del lavoro che intende realizzare.

Primo tra tutti il Superbonus 110% che copre il totale dei costi, ma solo su tre tipi di interventi, chiamati nella terminologia tecnica trainanti: il cappotto termico, la sostituzione degli impianti di riscaldamento invernali e l’adeguamento sismico (Sismabonus).

Realizzando uno di questi interventi si avrà il 100% di sconto anche sui lavori definiti in gergo trainati e in parole semplici, lavori aggiuntivi. Tra questi il Superbonus 110% ammette: l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’acquisto di stazione di ricarica per i veicoli elettrici, installazione di impianti e pannelli fotovoltaici e altri interventi. 

Il Superbonus 110% è fruibile come detrazione IRPEF oppure come sconto in fattura o con la cessione del credito. Il Geometra Danilo Torrisi spiega molto bene nel suo video YouTube cosa è la cessione del credito e come funziona nello specifico per il Superbonis 110%:

Il bonus facciate permette invece di avere il 90% di copertura sui costi di realizzazione di interventi sia di ristrutturazione che di pulitura delle facciate esterne di un edificio, compresi balconi, grondaie e ornamenti. Anche il bonus facciate può essere applicato come detrazione o come sconto in fattura.

Il bonus casa è l’agevolazione generale, cioè che si può ottenere su tutti gli interventi edilizi e che restituisce il 50% della spesa. Questa sarebbe l’agevolazione a cui più gioverebbe la nascita del bonus ristrutturazione al 75%, perché salirebbe di importo.

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