PIANO DI LOTTIZZAZIONE SCADUTO: INDIRIZZI OPERATIVI ALLA LUCE DELLA GIURISPRUDENZA

Mario Petrulli

Un piano di lottizzazione ha durata decennale, “di talché decorso infruttuosamente il suddetto termine lo strumento attuativo perde efficacia” (in altri termini, parliamo di piano di lottizzazione scaduto): in concreto, quindi, non è ipotizzabile l’ultrattività delle previsioni del piano di lottizzazione decennale, in quanto la prosecuzione degli effetti oltre il detto termine decennale confligge con la finalità sottesa alla fissazione del termine de quo coincidente con l’esigenza di assicurare effettività e attualità alle previsioni urbanistiche, non potendo le lottizzazioni convenzionate condizionare a tempo indeterminato la pianificazione urbanistica futura.

Peraltro, risulta irrilevante, ai fini delle conseguenze connesse alla scadenza del termine decennale di efficacia del piano di lottizzazione, la circostanza che l’impossibilità della mancata attuazione sia dovuta alla pubblica amministrazione o al privato lottizzante.
Posto che, come è noto, il termine di validità decennale del piano di lottizzazione decorre dalla data di stipula della relativa convenzione (e ciò si ricollega al fatto che, normalmente, all’approvazione del piano di lottizzazione segue, in tempi ragionevoli, la stipula della relativa convenzione), non è possibile affermare che la circostanza della mancata stipula della convenzione possa ragionevolmente costituire legittimo motivo per cui il piano di lottizzazione abbia validità a tempo indeterminato; e ciò per due ordini di motivi:
• il dato letterale della disposizione di cui all’art. 16, quinto comma, della l. 17 agosto 1942, n. 1150 relativamente ai piani particolareggiati, che fa esclusivamente riferimento al tempo, non maggiore di anni dieci, entro il quale il piano particolareggiato dovrà essere attuato;
• la prevalenza della ratio della norma per cui le previsioni di un piano particolareggiato o di un piano di lottizzazione devono avere una determinata e certa durata temporale, con conseguente scadenza di validità del piano medesimo, al fine di garantire
l’adeguatezza e rispondenza di tali previsioni agli interessi pubblici e privati riferiti al periodo di validità del piano, con la conseguente e ragionevole necessità che, dopo un certo periodo di tempo (10 anni), si debba necessariamente procedere ad una rivalutazione di tali interessi pubblici e privati coinvolti nelle scelte urbanistiche in questione.
Né il termine massimo di dieci anni di validità del piano di lottizzazione, stabilito dall’art. 16, quinto comma, della l. 17 agosto 1942, n. 1150 per i piani particolareggiati, può ritenersi suscettibile di deroga con accordo delle parti. Parimenti, neppure la
convenzione, atto accessorio al piano di lottizzazione, deputato alla regolazione dei rapporti tra il soggetto esecutore delle opere e il comune con riferimento agli adempimenti derivanti dal piano medesimo, può incidere sulla validità massima, prevista in legge, del sovrastante strumento di pianificazione secondaria.

In conclusione, perciò, “decorso il termine stabilito per l’esecuzione del piano di lottizzazione, questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l’obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso”.

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